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Google Travel Trend 2016: i dati e le tendenze del B2C
luglio 2017

Mentre sempre più viaggiatori si rivolgono a Google e a YouTube per avere informazioni su viaggi e turismo, chi si occupa di marketing del settore vuole saperne sempre più su questo target. Chi sono? Dove vogliono andare? Che cosa influenza le loro decisioni?

E Google li aiuta pubblicando una ricerca interna Google Travel Trends 2016 che fornisce agli esperti di digital marketing del segmento travel i dati e le tendenze dei viaggiatori su internet nel corso del 2016.

La ricerca è stata effettuata su 316 siti mobile di viaggio di 7 Paesi europei, con lo scopo di individuare le best practice in termini di risposta dell’utenza e quali sono state invece le peggiori performance. Il risultato è stato uno sguardo senza precedenti al percorso del cliente-viaggiatore attraverso i canali online, mobile e video.

Se le mete di viaggio e le ragioni per cui la gente viaggia non sono cambiate molto nel corso degli anni, le abitudini e i comportamenti delle persone prima del viaggio si sono invece trasformati. I consumatori si rivolgono sempre più al mobile per avere idee sugli itinerari, confrontare tariffe di volo o le esperienze e le recensioni di altri viaggiatori. Questi momenti vengono chiamati da Google “micro-momenti” e rappresentano veri e propri punti di decisione, momenti in cui un marchio ben posizionato riesce ad influenzare la scelta del consumatore.

Intanto scopriamo che in realtà non tutti i siti di viaggio rispondono alle esigenze dei clienti, soprattutto con il diffondersi degli acquisti e delle ricerche via mobile. Infatti non basta avere il sito web, se non è costruito e ottimizzato anche per la visualizzazione sui dispositivi mobili.

I travel trend di Google premiano la facilità di utilizzo dei siti di viaggio: in testa alla classifica troviamo Booking.com, ma ben posizionati sono anche Expedia, Travelodge, Hotels.com, nonché alcuni portali di operatori o vettori, come quello di Thomas Cook o di Transavia.

Per quanto riguarda invece la velocità di risposta, altra qualità che un sito web di viaggio deve avere, la performance migliore è quella di GoVoyages, seguito da Homeaway e dal sito di AccorHotels. Booking si colloca a metà classifica, con una velocità di risposta di 3 secondi, così come Expedia e TripAdvisor. Più lento è invece Trivago, con una attesa di 3,9 secondi per risposta: un tempo minimo, ma che può far spostare gli impazienti navigatori su mobile.

Per il 30% dei navigatori web da smartphone l’ideale di tempo di attesa è sotto i 2 secondi.

Quali città invece sono quelle che attirano il maggior interesse? Al top della classifica dell’ultimo periodo figurano:

1. Reykjavik

2. L'Avana

3. Toronto

4. Città del Messico

5. Tokyo

Chi è interessato ad andare in queste città? Google riesce ad analizzare il comportamento sul web di questi viaggiatori, chi sono, dove stanno, quali sono le loro passioni.

Gli utenti viaggiatori non si limitano a girare per il web per ottenere idee o ispirazione per un viaggio; cercano di trovare il viaggio “giusto” per loro.

YouTube sta giocando un ruolo importante nei momenti di programmazione del viaggio, dai video sui consigli sui bagagli a quelli di salute in viaggio. I video più acceduti offrono suggerimenti e consigli per ogni fase del pre-viaggio: dalla pianificazione alla prenotazione al fare i bagagli. Le ricerche su YT da mobile sono cresciute del 115% riferisce Google.

Ricercare sul cellulare, prenotare da desktop.
Questa è l’altra importante tendenza evidenziata da Google. La parte del leone delle prenotazioni si registra sempre da desktop (90%), ma i consumatori ricercano idee di viaggio sullo smartphone. Infatti, durante il fine settimana, le ricerche su mobile di argomenti legati ai viaggi sorpassano di gran lunga quelle sul desktop.

Essere visibili in tutto il processo di ricerca web sui mobile può contribuire a promuovere il brand proprio quando un viaggiatore finalmente inizia a pensare di acquistare un viaggio.

Occorre studiare in quali micro-momenti decisionali è bene apparire e sfruttare appieno i meccanismi di cross promotion per essere visibile da chi ricerca argomenti in fase di pianificazione del viaggio.

In conclusione, i viaggiatori che usano il mobile per la ricerca di un viaggio “hanno la destinazione in mano” e spontaneamente si pongono in una condizione di anticipo rispetto ad essa: vogliono sapere che tempo farà, quali sono le attrazioni da non perdere, non hanno più bisogno di comprare in anticipo la guida per pianificare l’itinerario. Ma questo è ancora più vero nel momento in cui si arriva a destinazione. Partono le ricerche in tempo reale. Infatti Google riporta che 1 su 2 viaggiatori decide cosa fare guardando lo smartphone solo dopo che è arrivato a destinazione.

Fonte: Google Internal Data, U.S., H1 2015 vs. H1 2016.